Molte future mamme,
lavoratrici, riescono a lavorare fino al settimo o all’ottavo mese di gravidanza, senza problemi, ma ci sono alcuni casi, disciplinati dalla legge, in cui è necessario anticipare la data prevista dalla maternità obbligatoria, e sospendere subito l’attività lavorativa, per proteggere la salute della mamma e del bambino. Viene concessa la maternità anticipata.
I casi in cui si può farne richiesta sono i seguenti:
A chi spetta:
La lavoratrice che presenta una gravidanza a rischio, deve presentare al Servizio ispezione del lavoro della DPL competente in base alla propria residenza abituale:
Il Servizio ispezione della DPL, sulla base di accertamenti medico-sanitari, che sono effettuati dall’ASL, emette il provvedimento entro 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di ricezione della documentazione completa.
All’atto della ricezione della documentazione, il Servizio ispezione del lavoro rilascia apposita ricevuta in duplice copia, una delle quali verrà presentata dalla lavoratrice al proprio datore di lavoro. In ogni caso, qualora entro il termine di 7 giorni non sia stato emesso il provvedimento del Servizio ispettivo, la domanda si intende accolta.
Per le lavoratrici che prestano la loro attività in un dannoso per la gravidanza, o svolgono mansioni pesanti, la richiesta di maternità anticipata può essere presentata sia dalla lavoratrice stessa, sia dal datore di lavoro. Il provvedimento è emesso dal Servizio ispezione del lavoro della DPL entro il termine di 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di ricezione della documentazione completa.