‘Steve McCurry – Children’, un viaggio nell’infanzia attraverso l’obiettivo del celebre fotografo

L’esposizione da non perdere: un universo dove la forza e il sorriso dei fanciulli sanno sorprendere e disarmare l’osservatore (foto d’apertura: Bamiyan, Afghanistan, 2007. ©Steve McCurry All rights reserved)

di M.V.

L’infanzia, le emozioni, i sogni e le fragilità in un racconto imperdibile di 50 scatti firmati da uno dei più acclamati fotografi americano della Magnum che regalò quell’iconico ritratto di una bambina afghana immortalata dal suo obiettivo a Peshawar, in Pakistan, nel 1984. Si intitola “Steve McCurry – Children”, la mostra a cura di Biba Giacchetti ospitata a Palazzo dei Priori di Fermo sino al 4 maggio 2025.

L’esposizione propone un’interpretazione intima e potente della vita dei bambini, ponendo in risalto la loro forza, la loro capacità di adattarsi e di sorridere, nonostante le difficoltà del contesto in cui vivono. Le fotografie, scattate in diverse parti del mondo durante quasi cinque decenni, rivelano fanciulli in momenti di vita quotidiana, in attimi di gioco e di speranza, celebrando la bellezza dell’infanzia e il suo potenziale trasformativo.

Il fotografo

“Ho avuto il grande privilegio di fotografare i bambini di tutto il mondo e ora che ho una figlia anch’io apprezzo ancora di più la loro energia, la loro curiosità, le loro potenzialità”, afferma l’autore delle immagini Steve McCurry, che sottolinea: “Nonostante il contesto difficile in cui molti di loro nascono, i bambini hanno la capacità di giocare, sorridere, ridere e condividere piccoli momenti di gioia. C’è sempre la speranza che un bambino possa crescere e cambiare il mondo”.

02 2 beirut lebanon 1982 steve mccurry 300x200Foto a sinistra: Beirut, Lebanon, 1982. ©Steve McCurry All rights reserved.

Secondo la curatrice Biba Giacchetti “ogni immagine offre uno spaccato delle condizioni sociali più disparate, rivelando una condizione umana universale fatta di sentimenti comuni e sguardi che affermano la stessa dignità”. E prosegue: “Incontriamo bambini profughi e lavoratori, giovani che trasformano un cannone arrugginito in un gioco, che rincorrono un pallone sotto la pioggia, che creano musica con chitarre fatte di materiali di scarto. Bambini che vivono nelle grandi metropoli o nei villaggi più remoti, protagonisti di storie di gioia e aggregazione, solitudine e resilienza, solidarietà e stupore”.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Fermo con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, in collaborazione con Orion57 e Mus-e del Fermano. L’organizzazione è di Maggioli Cultura e Turismo. Orari di apertura: dal martedì al venerdì 10,30 – 13 / 15,30 – 18; sabato e domenica 10,30 – 13 / 15,30 – 19 (chiuso il lunedì). Previste aperture straordinarie in occasione di eventi e festività (informazioni: Musei di Fermo al numero 0734 217140, su Whatsapp al 335 1270879 o via posta a museidifermo@comune.fermo.it).