La salute si insegna a scuola: la proposta di legge di Longevitas

I dati evidenziano obesità a partire dall’età infantile e i promotori sostengono il bisogno di una rivoluzione culturale: i giovani devono essere educati a fare attenzione a quello che mangiano. Ecco che occore agire nelle scuole

di Angelica Amodei

La salute e il benessere fisico e psicologico di una popolazione non si possono raggiungere solo migliorando le cure per le malattie e i disturbi già esistenti, ma innescando una rivoluzione culturale che promuova uno stile di vita sano e rispettoso di sé stessi e dell’ambiente. A partire dall’alimentazione, all’attività fisica per arrivare alle buone pratiche antispreco. Questo è lo scopo dell’associazione Longaevitas (www.longaevitas.it) e dell’omonimo comitato promotore di una legge di iniziativa popolare, che propone di introdurre nelle scuole di ogni ordine e grado l’insegnamento obbligatorio dell’educazione alimentare e ambientale già dall’anno scolastico 2025.

La situazione allarmante

“Siamo convinti che solo insegnando ai ragazzi a prendersi cura del proprio corpo e dell’ambiente intorno a loro, crescendo, troveranno naturale dedicare attenzione a ciò che fanno, mangiano e consumano, adottando comportamenti virtuosi in modo spontaneo e consapevole” afferma Barbara Bernardini, biologa e divulgatrice scientifica per la trasmissione Noos di Alberto Angela su Rai 1, e membro del direttivo che sostiene la proposta. Formare i più piccoli è infatti essenziale per cambiare il futuro della salute e del pianeta. E non c’è tempo da perdere, i dati parlano chiaro: Il 19% dei bambini in età infantile è in sovrappeso e il 10% obeso; percentuali che salgono al 23% negli adolescenti, fino a un drammatico 46% nella popolazione adulta. Una situazione allarmante, comune a molti paesi occidentali, che rappresenta una piaga per il sistema sanitario e che pesa come un macigno sulle finanze pubbliche.

“Non c’è alcun dubbio – sostiene il professor Giorgio Calabrese, eminente studioso e presidente del comitato scientifico di Longaevitas – che una nutrizione equilibrata, insieme a un’adeguata attività fisica e a una buona vita di relazione, siano funzionali per la salute umana al pari di un farmaco. Ed è alla luce di questa evidenza che l’Italia deve riscoprire il suo ruolo di patria della dieta mediterranea, diffondendo al suo interno ed esportando i suoi virtuosi modelli di rapporto con il cibo”.

Come agire

Gli strumenti per promuovere il cambiamento li abbiamo già in casa: la dieta mediterranea è universalmente riconosciuta come lo stile alimentare più equilibrato e benefico per la salute, nonostante i ripetuti attacchi dei suoi detrattori. L’Italia è un’eccellenza nella produzione di cibo di alta qualità, così come nello sport e nella cultura. Manca forse solo un coordinamento efficace per far sì che queste eccellenze diventino parte della percezione collettiva, e questo può avvenire solo attraverso l’educazione.

“Longaevitas nasce proprio per questo: un’iniziativa concreta, che crescendo si farà promotrice di molte iniziative – spiega Salvo Latino, presidente e fondatore di Longaevitas – ma che ha deciso di partire con il passo più importante senza il quale nulla si può davvero cambiare: promuovere per legge la cultura della salute”. L’iniziativa sta trovando un vasto interesse bipartisan, perché la salute non ha e non vuole avere un colore politico.

La legge, composta da nove articoli, prevede l’introduzione dell’insegnamento obbligatorio di Educazione alimentare, ambientale e stili di vita sani dalle scuole primarie alle università e alle scuole militari. L’obiettivo è consegnare le basi per una corretta alimentazione, l’attività fisica, la prevenzione dei disturbi alimentari e una lettura critica delle etichette alimentari, oltre ad una doverosa attenzione alle pratiche igieniche e alla tutela della dieta mediterranea.

Il testo integrale della legge è consultabile al sito longaevitas.org e sarà sottoscrivibile sul sito del Ministero della giustizia.